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Da mesi, meravigliosi e splendidi come siete, arrivate al mio blog tramite queste chiavi di ricerca:
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Oggi, andando assolutamente controtendenza, voglio parlare di chi un bel sedere non ce l’ha manco per sbaglio, voglio parlare di tutte quelle donne che normalmente vengono etichettate come ciccione o peggio “brutte”. Voglio parlare di me e di tutte quelle mie amiche perennemente a dieta, voglio parlare di quanto sia difficile essere “perfette” e di quanto sia impossibile capire che non possiamo esserlo, nessuno può. Visto che forse, ognuna di noi, parla una lingua sconosciuta ai più, oggi proveremo con la psicologia inversa.

Mi piacerebbe soffermarmi principalmente sul concetto di sensibilità che noi, moderne e aperte menti del 2015, professiamo. Siamo sensibili perché non possiamo permetterci di offendere o additare una persona in condizione di grave obesità, ci limitiamo ad osservarla e commentare tra le quattro mura di casa nostra, il suo stato di salute ed il suo disfacimento fisico. Ma le persone in sovrappeso, quelle con 5,10 o al max 15 kg da perdere, quelle che “potrebbero fare più sport” o “mangiare un gelato in meno”, quelle si che possiamo attaccarle, sul web, in piazza o in discoteca. Loro sono le nostre prede preferite! Quelle grasse culone che sicuramente non possiedono neanche un briciolo di amor proprio, quelle donne che A D O R A N O  non poter acquistare liberamente da Zara come fate voi, quella categoria di esseri umani che non si offende quando la etichettate o quando ridete di loro.
Le persone in sovrappeso, chiamate Curvy se son belle e ben vestite, non hanno sentimenti, quindi non preoccupatevi di chiamarle CICCIONE in diretta radiofonica (vedi il caso di Clio) oppure di considerarle donne inferiori a voi perché non possono indossare i leggings in ecopelle. Queste esponenti del gentil sesso vivono in un purgatorio fatto di diete che non funzionano e orari di lavoro che non concedono pause per la palestra, ma lo fanno con piacere, si divertono!
Stiamo parlando di donne che adorano sentirsi a disagio quando una 17enne fa la gatta morta con i propri mariti, fidanzati o compagni, stiamo parlando di donne che amano non compiono nessuno sforzo per accettarsi così come sono, andando oltre i commenti, oltre le battutine, oltre gli sguardi di disapprovazione.

Adesso, seriamente, stiamo parlando di donne che non devono dimostrare nulla e che a volte si amano così come sono e spesso, NOI, non riusciamo ad accettare neanche questo. Così ci ritroviamo a giudicare (su Facebook) il loro stile di vita, contando i grammi di pasta nel piatto o i km percorsi con Runtastic o simili.
Questo mio farneticare magari non avrà un senso, ma questo post lo dedico a tutte quelle donne che non si sentono a proprio agio, non solo per il peso, ma anche per un qualsiasi altro difetto (o presunto tale). Lo dedico a tutte le Samantha Cristoforetti, mandate nello spazio perché troppo brutte per fare le veline o le fashion blogger, lo dedico a te che sei sicura e fiera, ma anche a te che troppo spesso piangi da sola perché troppo fragile per aprirti con qualcuno su un argomento tanto sdoganato quanto sottovalutato.

Adesso, per non deludere nessuno: CARRELLATA DI CULI.

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