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Vorrei poter dire che l’idea di disattivare il mio account Facebook è nata dalla voglia di compiere un esperimento di natura sociale, ma non è così.
Ho disattivato il mio account per staccare la spina perché questo social network mi/ci consuma.

Magari per voi non sarà così, ma mi rendo conto che tramite la nostra Home, aggiornata ogni tot di tempo, assorbiamo il malessere degli altri e ne produciamo a nostra volta quando si scatenano in noi rabbia, gelosia, ansia per ciò che qualcuno ha scritto o postato sul proprio profilo. Diventiamo così gradevoli e sopportabili come un sassolino nella scarpa, come la sabbia nelle mutande o la lentina messa male nell’occhio destro.

Tutto questo può sembrare esagerato, ma sono certa che molti di voi si ritroveranno in queste mie parole. Sono sicura che tante volte vi sarà capitato di iniziare la giornata con il piede giusto, con un buon caffè, un bacio del buongiorno e una giornata di sole fuori dalla finestra, per poi vedere questo buon umore sgonfiato come un pessimo soufflè da ciò che avete visto o letto su Facebook.
Uno status negativo o misterioso può infatti generare in noi chissà quali dubbi o reazioni drammatiche, spostando sulla nostra testa una nube nera di pessimismo.

Per questo motivo avevo scelto di disintossicarmi e dedicarmi ad altro! Ho pulito casa da cima a fondo, ho preparato piatti dietetici che mi hanno fatto assolutamente schifo, ho scritto il doppio dei post sui vari blog che quotidianamente mi ospitano (tipo questo o questo), ho giocato con il mio cane, ho mandato un sacco di messaggi vocali e sono andata a far la spesa da sola (attività che peraltro odio).
Devo ammettere che spesso ho avuto la tentazione di scrivere sul mio account fantasma ciò che mi era capitato, tipo che ieri il giardiniere mi ha beccata con l’asta per i selfie oppure che la mia esperienza come Durex Ambassador è terminata, ma una volta realizzato che Facebook era momentaneamente K.O. ho deciso di dedicarmi a Twitter (dove mi sento la donna invisibile) e Instagram. In entrambi i casi sento di non dar fastidio a nessuno e non influenzare in alcun modo la gente con la mia negatività del momento.

Perché sono tornata? Prima di tutto perché molte persone mi mancano e ho notato che certi soggetti, una volta eliminato Facebook, diventano per me irraggiungibili non avendogli mai chiesto il numero di cellulare o l’indirizzo email. Secondo di tutto perché molte app sono praticamente inutilizzabili senza l’accesso al glorioso social network ed io ho bisogno di sapere quante kcal ho bruciato oggi oppure quale stronzata scrivevo nel 2009. Terzo di tutto perché sono egocentrica e forse ormai lo siamo tutti, ma la smania di condividere quello che mi capita o ciò che provo è talmente forte che neanche Gesù che mi osserva e fa no con la testa potrà fermarmi.

La mia detox da Facebook è durata solamente 43 ore, ma invito tutti voi a farlo almeno un paio di volte durante l’anno, dopo le feste o prima dell’estate, per rimettersi in forma, cambiare aria, respirare a pieni polmoni e tornare ad essere una persona che parla con la gente e non tiene gli occhi sempre sullo smartphone.

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