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26 Giugno 2015 sarà ricordata come la giornata del #LoveWins. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il matrimonio è un diritto garantito dalla Costituzione anche alle coppie omosessuali. Questo significa che due persone dello stesso sesso potranno sposarsi e vedersi riconosciuto il matrimonio in tutti i 50 Stati del Paese.

“Oggi è un grande passo nella nostra marcia verso l’uguaglianza. L’amore è amore. E’ stata una conquista straordinaria, persone comuni possono fare azioni straordinarie. L’America dovrebbe essere fiera di loro. Oggi abbiamo reso la nostra Unione un po’ più perfetta“, questo il commento del presidente Obama.

E così gioia, entusiasmo e condivisioni rainbow su tutti i social di amici, aziende e personaggi pubblici. Risucchiata da un vortice di felicità incondizionata e senso di pace, il mio primo pensiero è andato agli amici- amiche che vedo lottare da anni contro ogni sorta di pregiudizio e difficoltà e che lo fanno solo per difendere la propria libertà (ma quanto è eufonica la parola libertà? ).
Il secondo, invece, è stato per Harvey Bernand Milk e no, non avrebbe potuto essere diversamente.
Harvey Bernard Milk (22 maggio 1930 –27 novembre 1978) è stato un politico statunitense e militante del movimento di liberazione omosessuale. Primo componente delle istituzioni statunitensi apertamente gay, fu assassinato insieme al sindaco di San Francisco, George Moscone nel 1978 da Dan White, ex consigliere omofobo ed instabile. Nel 2009 il Presidente Barack Obama ha conferito alla memoria di Milk la massima decorazione degli Stati Uniti, la Presidential Medal of Freedom, per il suo contributo al movimento per i diritti dei gay.
Capirete, quindi, l’evidente motivo che mi ha portato a scegliere Milk come film di Giugno.
Diretto da Gus Van Sant (Belli e Dannati, Genio Ribelle, Scoprendo Forrester, Elephant) nel 2008, Milk è un film biografico sulla vita di Harvey, interpretato da Sean Penn, James Franco, Emile Hirsch, Josh Brolin.

La pellicola ha ottenuto ben otto candidature ai Premi Oscar 2009, vincendone due per il miglior attore protagonista a Penn e la migliore sceneggiatura originale a Dustin Lance Black (Virginia, J. Edgar) e non c’è da stupirsi. Sean Penn ci regala una delle sue interpretazioni più intense e lo fa attraverso una narrazione limpida e mai scontata, che deve molto al lavoro certosino di Black – sceneggiatore e attivista LGBT – durato più di tre anni.
I biopic sono sempre temuti per paura che si perda il controllo, realizzando una vera e propria santificazione. Per fortuna Van Sant è riuscito nell’impresa, adottando la via autentica del racconto “storico”. Ed è così che ci svela la doppia natura di Milk: uomo complesso e sofferente e politico carismatico e integerrimo.


Se lotta, volontà, parole, ironia, energia, libertà e amore – sì, avete capito bene anche Amore – sono le forze motrici del mondo di Milk, è il solo intelletto posto a fondamento di tutto.
Cosa resta una volta terminata la visione dei 128 minuti? Una grande consapevolezza: la più bella rivoluzione è quella culturale che è fatta con le parole, ché le parole sono importanti.
E Harvey Bernard Milk è stato, è e sarà sempre uno dei più grandi rivoluzionari del XX secolo.

Qui è dove potete trovare Isa Milk:
Instagram @isamilk9 
Twitter @isamilk9
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