martedì 16 settembre 2014

Non siamo tutte Belen, io aggiusto le cose!



La farfallina di Belen, il figlio di Belen, il marito di Belen, la sorella di Belen, la (orrida) collezione moda di Belen, Instagram di Belen, i commenti di Belen.

BASTA!

Possiamo parlare di qualcosa di più interessante? Di me ad esempio!

Volevo raccontarvi come ho imparato ad essere un uomo o comunque quello che più si avvicina alla mia visione di esso. Ho imparato ad utilizzare arnesi come chiodi, martello, cacciavite e Dio solo sa cos'altro. Ho bevuto birra preferendola al vino bianco, ho scelto i panini con la porchetta al posto del sushi (adesso sono a dieta e mi pento di tutto ciò) ed ho persino sorpassato un camion in autostrada senza piangere.

Ma torniamo al punto di partenza.
Io ho degli attrezzi, sono rosa e belli, ve ne avevo già parlato QUI. Grazie a questa magnifica cassettina delle meraviglie quest'estate ho riempito casa mia di cianfrusaglie varie ed eventuali che colma di orgoglio ho il piacere di mostrarvi. Che ne pensate?





Trovate la cassetta pink degli attrezzi su Goolp e so che vi fa gola da morire, me l'ha rubata persino il mio fidanzato per sistemare un'applique in camera da letto!

Ps. aggiusto le cose perchè ho sistemato il manico di una pentola, DA SOLA!

venerdì 12 settembre 2014

Sono a dieta | Vellutata light di pomodoro



Breaking News: sono a dieta.
DI NUOVO!

Non so se funzionerà, dove mi porterà e quanto durerà, so che è tipo il quinto medico al quale mi affido e niente, incrociamo questi wurstel che ho per dita!

Dato che questo è il centordicesimo tentativo, non poteva essere altro che ASSURDO in quanto il mio menù prevede solamente 6 o 7 alimenti a ripetizione a tempo indeterminato. Dunque essendo presenti in questo palinsesto culinario quintali di pomodoro, ho pensato bene di inventare una ricetta light perché io di insalatina senza olio proprio non ne potevo più.



Procuratevi:
- 250 g di pomodorino ciliegino (il mio era di Pachino, gnam!)
- molto basilico
- 1/2 cucchiaino di sale
- 1/2 cucchiaino di zucchero di canna
- peperoncino rosso
- 5 g di olio
- cipolla q.b.

Ho preso un tegame profondo, ho messo al suo interno i 5g (un cucchiaio raso) di olio extravergine d'oliva, i pomodorini lavati e tagliati a metà, il basilico e la cipolla tagliata a tocchetti molto piccoli. Ho cotto a fiamma leggera per circa venti minuti il tutto, in modo da evitare soffriti perché l'acqua del pomodoro e della cipolla ha evitato l'effetto fritto. Successivamente ho aggiunto sale e zucchero, ho lasciato dorare un pochino ed ho spento il fuoco.

Quando il tutto si è raffreddato ho frullato il contenuto del mio tegame, ho unito un goccino di latte hd (meno di un cucchiaio) ed ho filtrato con un colino i residui del pomodorino.
Ho impiattato ed ho aggiunto una foglia di basilico fresco e del peperoncino rosso macinato.

Ero felice!

giovedì 4 settembre 2014

Beyoncé: 33, gli anni di Cristo



Beyoncé Giselle Knowles-Carter ha solamente 4 anni in più di me (anzi 3 e mezzo!), una bambina, un marito multiextramilionario, un probabile amante presidente degli Stati Uniti ed una sorella pazza.
Io canto Baby One More Time al mattino quando mi metto la Somatoline.



Questa signori è la pura verità!
Le proporzioni tra i 30 anni di una celebrità ed i nostri si misurano in anni luce probabilmente. Mentre noi ci sentiamo ancora nel fior fiore degli anni, indossando cappellini New Era, Vans e scatenando scenate di gelosia con i nostri fidanzati, loro conquistano il mondo red carpet dopo red carpet, gossip dopo gossip, tetta dopo tetta.



Siamo delle perdenti? NO.
Siamo delle nullità? NO.
Avremo anche noi un marito multimilionario? NO.
Possiamo avere una rivincita su di loro? SI!
Io per esempio da piccola ero molto più carina di Beyoncé fanciulla.



lunedì 25 agosto 2014

Kim Kardashian, ma ci sei o ci fai?



La domanda del giorno, in questo lunedì di rientro dalle ferie, in questo giorno di totale depressione è solamente una: come può una sola donna sbagliare un così alto numero di outfit?

Kim Kardashian evidentemente può.
Se hai un sedere talmente grande da fare provincia, se sei riuscita a mettere le manette ad uno dei rapper più desiderati e desiderabili (non da me, ovvio), se sei stata capace di far dimenticare al mondo intero che ciò che ti ha resa famosa è stato un porno amatoriale di bassa qualità, allora puoi vestirti come diavolo ti pare.



Oggi, nel post VMA 2014, condivido con voi l'ennesimo look sbagliato o magari è giusto ed io non ho capito nulla della vita. Must-have a/i 2014-2015 il poncho peruviano (firmato Balmain) senza reggiseno, per un look elegante, mai volgare, perfetto per snellire la figura con le sue fantasia verticali, orizzontali ed oblique.


lunedì 4 agosto 2014

Le serie tv e le aspettative sugli uomini


Questo post non è ciò che può sembrare, non parlerò di come nella realtà non esista un Chuck Bass, ricco, bello e passionale, ma esporrò una realtà che potrà farvi male.

Noi donne nella quotidianità ci innamoriamo continuamente di uomini sentimentalmente pigri, incapaci di prendere una decisione, negati nell'utilizzo delle parole, pessimi nel dimostrare ciò che sentono, svogliati al momento di mettere su piazza i loro sentimenti. Questi uomini finiscono con il deprimerci, scoraggiarci e stancarci, allontanandoci da loro con sofferenza ma anche disgusto e dimostrando, ancora una volta, quanto gli attributi non siano più una prerogativa esclusivamente maschile.

Benissimo.

Si suppone dunque che, almeno quando desideriamo rifugiarci nei nostri sogni, guardando un film o una serie tv, l'oggetto dei nostri desideri possa essere un uomo forte, deciso, sicuro di se, uno capace di far sciogliere un gelato al polo nord con il solo sguardo.
E invece no! Noi siamo (seppur dotate di attributi) l'esempio vivente dell'incoerenza. Nella vita reale scappiamo dagli indecisi cronici, nella fantasia ci rifugiamo nel desiderio di un uomo come Nick di New Girl: pigro, indeciso, impaurito e maledettamente carino.



Ho sempre apprezzato New Girl, ma non l'ho mai visto in maniera continuativa. Negli ultimi giorni ho ripreso a seguirlo con costanza e dedizione, innamorandomi già dal primo episodio di Nick. Adesso, fatta eccezione per qualche mia bizzarra amica che si dichiara follemente cotta di Schmidt (???) le altre ammetteranno tutte di essersi invaghite come me di Nick.



Questo è sbagliato, NO NO NO, non si fa. Impariamo a difenderci già nella nostra fantasia dai tipi del "come vuoi tu", dagli indecisi, da quelli che aspettano la terza serie prima di dare un bacio alla donna che amano.
Nick Miller sarà anche carinissimo, ma è certamente il classico uomo del "visualizzato ma non risposto" su Whatsapp.

mercoledì 30 luglio 2014

Le gatte morte purtroppo sono ancora vive



Essendo ancora mentalmente adolescente, mentre il corpo sembra essere uscito da quel periodo da un botto, l'altra sera il mio zapping ha trovato pace su MTV.
Questa, diventata probabilmente la televisione dei poveri, ha trasmetto un film talmente vecchio che quando lo passarono al cinema chiesi il permesso per andare a vederlo. Sto parlando de Il Matrimonio Del Mio Migliore Amico.


Io l'ho amato, lo amo e sempre lo amerò. Non per l'oscena pettinatura di Cameron Diaz, non per i crop-top di Julia Roberts, ma piuttosto perché questa pellicola scemissima segna una sconfitta storica: quella delle gatte morte.
Nel mio immaginario di pazza femmina scema, la gatta morta si presenta esattamente così: alta più di me (quindi può variare tra i 160 ed i 200 cm), capelli più brutti dei miei (lunghi o corti che siano), magrissima, incapace di vivere, guidare, cucinare, comunicare e socializzare autonomamente.



Di gatte morte il mondo ne è pieno, ma non tutti gli uomini hanno la bravura di quel tizio del quale non ricordo già il nome, protagonista del film. Generalmente il maschio medio raccoglie, come una mondina in una risaia, tutte le attenzioni che la micia gli dedica. Attenzioni lascive, spesso fintamente casuali, come un complimento sull'abbigliamento, un saluto accompagnato da un caloroso abbraccio o uno sguardo da famelica predatrice.
Le gatte morte non hanno quasi mai un fidanzato (almeno non uno vero) e chiedono sempre in prestito maglioni, felpe e peni ai fidanzati delle altre.
Le gatte morte come dicevamo spesso sono sole, abbandonate, tristi, single, piene di problemi come unghie rotte, gattino con la congiuntivite non instagrammabile o doppiepunte causate dal troppo mare. Dunque le fidanzate non possono parlarne male, passando per le Maleficient di turno, ma devono e sempre dovranno ingoiare il rospo e farle diventare prima damigella al proprio matrimonio. Cameron Diaz eri più bella tu, te lo giuro!

Detto questo, osservando il film con maniacale attenzione, mi sono chiesta: non sarà che forse il problema non son più le gatte morte, ma le tope ancora vive?
Mi son fatta la domanda e mi sono anche data una risposta, ovviamente SI.




Il film in questione rimane dunque un capolavoro di cattiveria nei confronti di questa categoria non ancora estinta, questa specie non protetta che resiste a guerre nucleari e crolli del governo. Il Matrimonio Del Mio Migliore Amico è un esempio di realtà vissuta, le gatte morte non trionfano quasi mai, ci provano, vincono una battaglia, ma mai la guerra e a quel punto cambiano preda e di solito la vittima ha una macchina più bella e costosa della precedente.

mercoledì 23 luglio 2014

L'uomo smartphone non è un supereroe!



Sempre più spesso leggo o sento le lamentele delle mie amiche riguardo i loro amori falliti o mai iniziati. Storie che nascono sui social network e che proprio lì muoiono, spesso senza venire neanche alla luce del sole.

Devo ammettere di essere caduta anche io in passato nella trappola dell'amore online, quello degli sms bellissimi, della costante compagnia su Whatsapp, lo stesso però che faceva nascere in me dubbi atroci attraverso Facebook, con le sue geolocalizzazioni misteriose o tramite Instagram, mostrando foto di piedi, mani e braccia sconosciute.

Tutto questo ha avuto (finalmente) una fine quando ho potuto guardare occhi negli occhi queste persone. Il più delle volte i loro occhi mentivano, cercavano di scappare, chiedevano asilo politico nello schermo dei loro smartphone. Ma la mia ultima volta è stata quella giusta, occhi che cercavano altri occhi, i miei.



Amiche pensate solo per un minuto a quanto tempo questi maschi trascorrono davanti al loro smartphone (o pc), tediandovi con le loro storie, i loro racconti, i loro "che hai fatto oggi?". Tantissimo tempo, momenti preziosi che potrebbero trascorrere al vostro fianco in modo da non dovervi chiedere come avete trascorso la giornata perché l'avrebbero già vissuta insieme a voi.



Non fidatevi di chi vi dice "non sono tutti uguali", in realtà lo sono, ma il loro modo di comportarsi cambia in base all'interesse che provano per la compagna di chat. Se questo amore rimane appeso al filo della "mega rete", dei 2gb di internet e del traffico web illimitato, non è destinato a sopravvivere nel mondo esterno.

"Un saggio una volta mi ha detto che se un uomo vuole stare con una donna farà in modo che succeda a qualunque costo." 
-La verità è che non gli piaci abbastanza-
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