mercoledì 25 febbraio 2015

Bionda al volante con ÉPERBOX diventa rassicurante

Adesso io lo so che sarete tutte furiose per il luogo comune sulle bionde e l'incapacità di guidare un'automobile, quindi parlerò esclusivamente di me, per non offendere nessuna di voi.
 

EPERBOX

La sottoscritta quando è al volante è distratta, immersa in pensieri di svariato tipo dal "cosa mi metto stasera" ai più grandi dilemmi dell'universo tipo "avrò ricevuto il bonifico che stavo aspettando?", queste noncuranze mi hanno spesso portata a tamponare qualcuno, frenare all'improvviso, mandare a quel paese anime innocenti mostrando il peggio di me (ovvero imprecando).

Purtroppo non vedo all'orizzonte moltissime soluzioni a questo mio problema, ma almeno ho risolto l'ansia da parcheggio nel mio box auto.

Nel corso dell'ultimo mese ho provato ÉPERBOX, un’idea innovativa che, nella sua semplicità, agevola la manovra di parcheggio e mi ha permesso di entrare nel box e scendere dall’auto senza paura di distruggere gli sportelli della mia piccola Yaris rossa.
ÉPERBOX è ben visibile e adatto all’assorbimento degli urti in modo da proteggere la carrozzeria. Inoltre è munito di un lato adesivo, che rende facile e immediata la sua applicazione sulle pareti del box, se ce l'ho fatta io ragazze può farcela chiunque, senza bisogno di utilizzare attrezzi.



Oggi finalmente posso catapultarmi con la mia rossa dentro il box auto, evitando che al mio fidanzato vengano i capelli bianchi per l'ansia, stress che, generalmente, era seguito da un'applicazione di pasta abrasiva.

martedì 24 febbraio 2015

ISA MILK X WONDERLOVER | OSCAR 2015, THE DAY AFTER

The day after. 



La notte più bella dell’anno si è conclusa. Per noi cinefili è una sorta di Capodanno, un giorno di festa che richiede una lunga preparazione. Sì, perché non penserete mica si possa seguire una premiazione senza aver visto tutti/quasi tutti i film in concorso?
Così passata la festa si ricomincia con un nuovo lungo anno fatto di cinema, di sogni, di aspettative ma soprattutto di dedizione verso un mondo che poi, diciamolo, non è così distante da quello reale.
Ma concentriamoci sull’87edisima edizione, appena conclusa. Cosa ricorderemo di questi Oscar 2015?




- Alejandro González Iñárritu . Il caro Alejandro Ale Ale Alejandro è stato il vero vincitore della serata e con il suo Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza) si è aggiudicato il premio come Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Originale, Miglior Fotografia (Emmanuel Lubezki).
Perché Birdman ci piace così tanto? Perché considerarlo il film dell’anno? Sicuramente molto si deve all’interpretazione da Oscar di Michael Keaton – che PURTROPPO si è visto RUBARE la statuetta da Eddie Redmayne – che mette in scena tutto quello che di più inquieto e tenebroso c’è nel nostro animo attraverso il cinema stesso. Metacinema, Amici, come il più bell’esercizio di stile, per fare il verso a Raymond Queneau.
Una super menzione speciale va al cast impeccabile: Zach Galifianakis, Edward Norton, Emma Stone, Andrea Riseborough, Amy Ryan, Naomi Watts, Merritt Wever, Lindsay Duncan.


-Whiplash, dovete ricordare questo nome. Tatuatelo, scrivete mille post-it da appendere sopra il letto, ma soprattutto andate a vederlo. Il film rivelazione dell’anno è il secondo lavoro del regista ventinovenne (non ha ancora trent’anni!) Damien Chezelle, che si è aggiudicato ben tre premi: Miglior Montaggio (Tom Cross), Miglior Montaggio Sonoro (Craig Mann, Ben Wilkins e Thomas Curley) e Miglior Attore non protagonista con l’incredibile interpretazione di J.K. Simmons.
Whiplash non ha vinti ed eroi. La sua unica, sola ed esclusiva pretesa è quella di mostrarci come si raggiunge un obiettivo. Pretesa, ma soprattutto merito.




- Se non conoscete Wes Anderson non possiamo essere amici. Il terzo posto spetta di diritto a Wes che con Grand Budapest Hotel si aggiudica i premi per la Miglior Colonna Sonora (Alexandre Desplat), Miglior Scenografia (Adam Stockhausen e Anna Pinnock), Miglior Make up (Frances Hannon e Mark Coulier) e Miglior Costumi (la nostra Milena Canonero al suo quarto Oscar). Ho aspettato questo film con lo stesso entusiasmo provato a dieci anni per Spice Girls – Il Film (1997). Il regista americano torna dopo il super acclamato Moonrise Kingdom, con una pellicola dedicata allo scrittore austriaco Stefan Zweig (uno dei più noti di inizio Novecento, che si vide bruciare tutti gli scritti dai nazisti nel 1933) e ambientato nell’Europa di inizio Novecento in un lussuoso hotel nell’immaginaria Repubblica di Zubrowka.
Grand Budapest Hotel è il frutto maturo della mente di un grande Esteta che vuole spiegarci l’essenza dell’eredità: trasmissione di una Memoria ma anche condivisione del Sapere, in una vita che è semplicemente l’unione di storie nella Storia.




- E alla fine arriva Julianne. Finalmente l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista è arrivato nelle mani di Julianne Moore, una delle poche attrici a poter essere considerata diva. Dopo anni di intensa carriera, ecco il più grande riconoscimento dell’Academy per la Moore, grazie alla
sua interpretazione di Alice in Still Alice, ultimo film di Westmoreland e Glatzer, uscito in Italia lo scorso 22 Gennaio e distribuito dalla Good Films. La Rossa più amata di Hollywood ci ha regalato l’interpretazione unica di una donna tenace che non vuole arrendersi all’Alzhemeir, tentando di aggrapparsi a tutto quello che aveva costruito negli anni sulla forza del proprio intelletto. Lontano da ogni spettacolarizzazione della malattia, la pellicola riesce a mostrarci l’importanza del linguaggio e quanto lo stesso possa influenzare profondamente il nostro pensiero e, di conseguenza, la nostra vita.


- Pawel Pawlikowski, ecco l’ultimo nome che sfila sul mio carro dei vincitori. Dal 1964 ad oggi, sono stati molti i registi polacchi ad essere candidati (penso a Polański, Kawalerowicz, Hoffman, Wajda) ma solo Pawlikowski è riuscito nell’impresa: Pawel è il primo cineasta polacco a vincere la statuetta per il Miglior Film Straniero.
Ida è la storia di Anna, una giovane orfana e novizia - il primo ruolo cinematografico di Agata Trzebuchowska - cresciuta dentro un convento. Prima dei voti, la madre superiore convince Anna ad incontrare la sua unica parente rimasta in vita: la zia Wanda Gruz (Agata Kulesza). Sarà proprio la zia a rivelarle le origini ebree e il suo vero nome: Ida Lebenstein.
Ida è la storia di una giovane donna dagli occhi neri come il peso della Memoria. Un film dalla storia toccante che vuole omaggiare il grande cinema d’autore, motivo per cui avrebbe potuto chiamarsi tranquillamente Two Women (chiara citazione desichiana). Consigliato col cuore.


Quindi, ricapitolando: Whiplash, Birdman, Grand Budapest Hotel, Still Alice e Ida. Recuperate questi, per ora, e non perdete le novità al Cinema perché il Cinema è quel posto dove finiscono tutti i nostri sogni.


Con Amore, ISA MILK. 

Qui è dove potete trovare Isa Milk:
Instagram @isamilk9 
Twitter @isamilk9

lunedì 23 febbraio 2015

Se Britney ha superato il 2007, noi possiamo affrontare questo lunedì

Io già vi vedo, stanche, svogliate, prive di motivazione, con i capelli indisciplinati, il trucco alla bell'e meglio e un'insana voglia di caffè. Questo è il vostro (e il mio) lunedì, un maledetto giorno che puntuale torna a disturbarci ogni settimana, con le sue lamentele e i suoi clichè.
Oggi però ricorre una data molto particolare che, sicuramente, ci aiuterà ad affrontare a testa alta questo lunedì.

Il 23 febbraio del 2007 non era un lunedì, ma un venerdì. Il week-end stava per cominciare, io tornavo a casa dopo una settimana fuori a causa dell'università, The O.C. andava alla grande e Marissa non era ancora morta. Ma qualcosa, quel giorno, cambiò per sempre la storia delle musica pop e scosse le fondamenta del roseo universo femminile.



Britney Spears rasò i suoi capelli, prese tra le mani un grosso ombrello e scese in strada per protestare contro i paparazzi che la tormentavano, colpendo ripetutamente con quell'arma improvvisata un SUV.

Quel 23 febbraio, adesso, altro non è che un ricordo lontano. Britney è risorta dalle sue stesse ceneri, si è affermata come milfona d'origine certificata e ha lanciato sul mercato una sua linea di intimo, che Brooke's Bedroom della Forrester a confronto sembra la linea basic di Tezenis.

Bene.
Se Britney è riuscita a superare il 2007, noi possiamo certamente affrontare a testa alta questo lunedì, per quanto triste, grigio, piovoso e orribile possa essere.





giovedì 19 febbraio 2015

Perché Gilmore Girls ci ha appassionate così tanto

Sono una malata di telefilm.
Ok forse mediamente malata, senza esagerare, senza patologia. Al momento sto seguendo Pretty Little Liars, The Walking Dead, Revenge, Hart of Dixie e American Horror Story (le sto guardando tutte).





In vita mia ho visto praticamente di tutto, dai teen drama come The O.C. o Gossip Girl ai più misteriosi Lost o Prison Break, passando per Desperate Housewife o Everwood, ma mai in tutti questi anni mi sono sentita al sicuro come quando guardavo Gilmore Girls.

Passeranno decenni, ma Rory che lascia Dean per inseguire Jess per poi incontrare Logan, per me resterà la miglior storia di sempre, subito dopo (ovviamente) quella di Luke che insegue Lorelai che va con Chris per poi tornare da Luke.



Una piccola e rassicurante cittadina nella quale non esiste crisi economica, non pascolano fashion blogger, nessuno porta i tacchi alti, prende i mezzi o mangia sushi (o tofu o beve roba bio), un paesello di provincia dove tutti si conoscono, aiutano e rispettano. Quando mi trovo per sbaglio nei paesi limitrofi alla mia città al massimo scopro che tutti gli over 15 parlano solamente in dialetto e usano troppo gel, in Gilmore Girls invece è una questione di calore umano, di sentimenti positivi che vengono trasmessi a chi osserva rapito. Ti ritrovi a conoscere e amare i protagonisti come fossero tuoi colleghi o parenti, come se fossi tu. Il tutto è abbastanza normale, poco artefatto, si lavora ogni giorno praticando mestieri persino noiosi come l'insegnante o il fruttivendolo, si mangia la pizza e formaggi, si alscolta la musica e ci si confida le pene d'amore. Tutto questo somiglia in maniera tragicomica alle nostre vite, abbiamo incontrato tutti quanti una Paris, abbiamo amato tutti un Jess e abbiamo tifato tutti per un Luke. Forse alla fine nessuno di noi avrebbe mai lasciato un Logan, ma sicuramente anche in quel caso Roryvoleva trasmetterci qualcosa, un'importante lezione di vita che io però non ho ancora colto.



Pensavo che mai più una serie tv mi avrebbe resa tanto felice e rilassata, lo pensavo almeno prima di scoprire la dottoressa Zoe Hart. Io non vorrei davvero anticiparvi nulla, vorrei che guardaste Hart Of Dixie per sentirvi di nuovo parte di qualcosa, parte di una famiglia stramba e made in USA. Ho sentito questo calore sin dai primi episodi per poi scoprire che la serie è girata all'interno degli studio della Warner Bros,dove sono stati girati anche Pretty Little Liars ed Una mamma per amica. Coincidenze?

Nel caso in cui non vogliate fidarvi di me, su Italia 1 questa mattina Rory è appena arrivata a Yale e ha bisogno di amici.

mercoledì 18 febbraio 2015

Garnier BB Cream, il perfezionatore di pelle che mi serviva

Ingredienti per la ricetta di oggi:

Pelle grigio/giallina tipica dei mesi invernali
Una ragazza incapace di approcciarsi al mondo del make-up
Uno specchio
Garnier BB Cream perfezionatore di pelle



Prendete una ragazza che, alle soglie dei 30 anni, sia ancora incapace di truccarsi come una vera donna. Fatto? Aggiungete al dramma quotidiano una pelle dal colorito spento a causa della quasi totale mancanza di sole durante i mesi invernali. Fatto? Adesso posizionate la ragazza davanti a uno specchio, mettetele tra le mani un tubetto di Garnier BB Cream ed il gioco è F A T  T O.

Nel corso dell'ultima settimana ho provato due diverse tipologie di BB Cream. La prima era specifica per pelli grasse e nonostante le mie convinzioni, ho capito di non avere questi problemi. Così, successivamente, ho testato il Perfezionatore per pelli normali e ho trovato il prodotto adatto a me. Garnier BB Cream unisce, in un' unica e semplice azione la morning routine di ogni donna, 5 gesti all in one: uniforma il colorito, illumina, idrata, attenua le imperfezioni e protegge dai raggi UV. Una come me potrebbe quasi definire tutto questo come una vera magia, essendo la sottoscritta incapace di stendere anche un velo di fondotinta o altre stregonerie simili.



La mia pelle è decisamente più liscia e luminosa e riesco a coprire le imperfezioni senza appesantire il viso. Credo che non sia ancora arrivata per me l'ora dell'anti-age e dunque la Garnier BB Cream per pelle normale sembra (al momento) il prodotto perfetto per me, come testimoniano le mie foto su Instagram.



BB Cream Garnier Testato, approvato e consigliato!

lunedì 16 febbraio 2015

Sono a dieta | Salmone al limone su vellutata di patate e porri

Con un nome così questa ricetta sembra urlare "grasso e ciccia" a gran voce, ma non è così. Si può preparare un pranzo delizioso senza utilizzare burro e latte, contando i grammi di olio a disposizione e stando attenti alla linea. Scopriamo insieme come!



Ingredienti per due persone:
2 filetti di salmone (circa 200 g ognuno)
2 porri
2 patate medie
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
semi di papavero q.b.
scorza di limone
prezzemolo
acqua q.b.
sale
pepe nero
brodo vegetale

Per preparare il salmone:
In una piccola ciotola o vaschetta mischiare la scorza del limone, 1 cucchiaio di olio,  prezzemolo tritato (meglio se con le mani perché manterrà il profumo) e acqua q.b. Una volta preparata quest'emulsione, posizionate su una pirofila da forno i vostri filetti di salmone e versate il contenuto della vostra vaschetta, precedentemente preparato. Infornate a 180° in forno preriscaldato.

Per preparare la vellutata:
Tagliare a rondelle sottili la parte bianca dei due porri, soffriggerli a fuoco molto basso nel cucchiaio d'olio rimasto, unire le patate tagliate a dadini molto piccoli e coprire tutto con il brodo vegetale precedentemente preparato. Cuocere a fuoco lento per circa mezzora, frullare il tutto e aggiungere del pepe nero.



Impiattamento:
Assicuratevi che la vellutata sia densa a tal punto da poter essere utilizzata come base per il nostro pesce. Posizionare sulla crema di patate e porri il filetto di salmone, condire con qualche goccia di olio di cottura e cospargere di semi di papavero.

Non mi rimane che augurarvi buon appetito!



venerdì 13 febbraio 2015

San Valentino, un ragazzo trasforma la sua fidanzata in una principessa

Sono queste le notizie che vogliamo leggere riguardo le Principesse Disney, niente frustini o completini in latex (che ingrassa). Se ieri vi ho scritto di un progetto a sfondo sessuale condiviso da Cosmopolitan.com in occasione dell'uscita del film 50 Sfumature di Grigio, che vedeva protagoniste le Principesse Disney, i loro desideri sessuali ed i principi fidanzati, oggi vi mostro una news super romantica, da picco glicemico.



Brian Flynn non voleva regalare i soliti cioccolatini alla propria fidanzata così, con l'aiuto del disegnatore Dylan Bonner, ha pensato bene di trasformare Manini Gupta in una principessa e se stesso in ogni principe possibile e immaginabile. Il riferimento principale ovviamente è Disney che, con i suoi capolavori, ha fatto sognare milioni di ragazzini in tutto il mondo per moltissimi anni, prima di passare all'amore tra robot o animali.
Brian ha voluto rendere immortale e senza tempo la sua relazione con la bella Manini e questo regalo di San Valentino sarà certamente più dolce di qualsiasi scioglievolezza Lindor.




Fonte: Boredpanda

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